PROGETTI

Progetto Sollievo

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Il Progetto Sollievo nasce dalla collaborazione tra la Regione Veneto, le Aziende ULSS del Veneto e le associazioni di volontariato per dare sollievo alle famiglie e alle persone che si occupano di un proprio caro con le prime difficoltà legate al decadimento cognitivo che accompagna le varie forme di demenza.
Consiste nel mettere a disposizione delle famiglie interessate uno spazio accogliente e sicuro dove volontari opportunamente formati accolgono la persona per alcune ore al giorno, per qualche giorno la settimana.

GLI OBIETTIVI

- Sollevare le famiglie dall’assistenza diretta, anche se per un breve periodo
- contrastare l’isolamento sociale della famiglia dato dall’assistenza continua: le famiglie entrano in contatto tra di loro (si conoscono, si sostengono a vicenda, si aiutano – ad esempio si danno una mano per il trasporto al centro dei propri cari), entrano in contatto con il gruppo di volontari avendo la possibilità di confrontarsi sulle caratteristiche dei propri cari, e con la psicologa di riferimento;
- contrastare l’auto-isolamento dell’anziano: l’anziano entrando al centro ha la possibilità di socializzare, di raccontarsi e sentire il racconto degli altri; questo permette, grazie alla stimolazione dei volontari e al loro interessamento, il racconto degli eventi salienti della propria vita che permette alle persone di ricostruirsi all’interno di una storia che lentamente, a causa della malattia, si sta disgregando
- allenare le abilità residue: la filosofia di fondo non è quella di individuare cosa la persona non è più in grado di fare, ma ciò che la persona è ancora in grado di mettere in campo. In questo modo le attività che vengono proposte cercano di essere abbastanza personalizzate, si cerca di andare incontro sia alle specificità di ogni singolo partecipante, sia di evitare situazioni frustranti che possano mettere la persona davanti alle sue difficoltà.

LE ATTIVITÀ
Da un punto di vista cognitivo, possono essere proposte attività semplici come i giochi di società che permettono, con divertimento, di stimolare parti del cervello che hanno a che fare con l’attenzione, la concentrazione e la memoria.
Da un punto di vista manuale, le attività proposte hanno a che fare con le capacità e gli hobby sia degli ospiti che dei volontari.
Altro aspetto molto importante ha a che fare con l’attività motoria: è risaputo che il movimento favorisce il benessere delle persone: ci si propone di organizzare delle collaborazioni con personale specializzato per fare delle attività motorie specifiche come la ginnastica dolce.
Tutte queste attività hanno l’obiettivo di rallentare il deterioramento cognitivo e non, che inevitabilmente avanza poiché, come sappiamo, si tratta di una malattia degenerativa.

IL CONTESTO
Fondamentale è l’inserimento della persona anziana e di tutta la famiglia in un percorso informativo che contrasti i sentimenti di vergogna, disagio e difficoltà. La vergogna è un sentimento che soprattutto all’inizio colpisce praticamente tutte le persone: non ci si riconosce più e, allo stesso tempo, non si riesce a capire cosa gli altri riconoscono di noi. Questo senso di smarrimento ci porta a non sapere più chi siamo, e a non sapere più cosa vedano gli altri di noi. I familiari stessi non riconoscono più il proprio caro, non sanno come trattarlo e va ridefinito il proprio ruolo all’interno della relazione familiare. Molto spesso si invertono i ruoli: i figli iniziano ad accudire in senso stretto i propri genitori.

I FAMILIARI
I centri sollievo permettono ai familiari di confrontarsi e trarre sollievo anche dal confronto tra loro e con i volontari. Costituisco un’occasione per lasciare il proprio caro a persone che se ne occupano per avere loro stessi la possibilità di occuparsi di sé stessi
A CHI è RIVOLTO
È rivolto a persone che possono beneficiare di un allenamento cognitivo, che può rallentare il deterioramento cognitivo. Questo significa che le persone sono in una fase con difficoltà di memoria, hanno quindi dei vuoti di memoria, le prime difficoltà nelle attività domestiche, di linguaggio, non trovano la parola giusta e per esprimersi usano un giro di parole, vi è un certo disorientamento nello spazio e nel tempo, hanno difficoltà a fare calcoli. Non vi sono difficoltà comportamentali come aggressività fisica o verbale o sbalzi umorali intensi.
L’invio avviene o tramite il MMG o l’assistente sociale del comune o attraverso il passaparola.

PERCHE’ I VOLONTARI
Punto di forza di tale progetto è proprio l’integrazione tra le istituzioni (pubbliche e private) e il mondo del volontariato. Per quanto riguarda l’Azienda ULSS 18 di Rovigo, la collaborazione e partnership è in essere con i Comuni aderenti tra i quali Polesella, Fiesso Umbertiano, Rovigo, Lendinara, Badia Polesine, Canaro, e le associazioni di volontariato Co.Me.Te – Onlus e Polesine Alzheimer.
I volontari sono la forza del progetto. Il piacere di prendere parte a questo servizio e l’entusiasmo che ci mettono lo respirano gli addetti ai lavori, ma soprattutto le persone che partecipano al centro. Sono i volontari stessi che propongono attività in base anche ai loro piaceri. Questo permette di creare un clima di scambio reciproco, tra volontari e partecipanti, che alimenta una relazionalità anche emotiva molto importante. Se le persone dimenticano perché la componente della memoria è compromessa dalla malattia, riescono comunque ancora ad emozionarsi e a relazionarsi emotivamente con gli altri. E questo lo si può fare anche grazie alla condivisione di piaceri.
Inoltre, cosa molto importante, il potersi fidare sempre della loro disponibilità e presenza permette di dare continuità e costanza al progetto stesso.